giovedì, 15 ottobre 2009
Nuda sul divano
ad aspettare
qualcosa...
La consapevolezza é il male più oscuro
del nostro tempo.
La finta consapevolezza
ammorba l'aria
che respiriamo tutti i giorni.
La relatività
Regina di ogni nostro pensiero,
ci comanda come inermi soldatini
di piombo o di legno
a seconda delle possibilità.
Cosa vuol dire tutto questo?!
Cosa vuol dire "Donna",
cosa vuole dire Umiliazione continua?
Come fare a credere ancora e
veramente
che una sigaretta sia solo questione di dipendenza?
mercoledì, 14 ottobre 2009
Ora ricordo, perché mi sono così fottutamente innamorata di te. Rileggendo ciò che scrivevi è impossibile ignorare quel subbuglio dell'anima, come se non fosse passato niente, come se non fosse cambiato niente. Era la parte più intima e oscura di te che amavo, dio se l'amavo. Ti ho amato tanto da farmi scoppiare il cuore. E ora ricordo tutti i motivi razionali ed irrazionali di quell'amore folle. Non potrò più amare nessuno così, lo sai? Quel cuore di bambina è cambiato, quei diciassettanni che ti fanno vivere d'emozioni come se non esistesse nient'altro al mondo sono passati. Caro il mio Kenny...
Mi chiedo se sia così inaspettatamente normale il fatto che non ti abbia praticamente più rivisto. Fugaci telefonate, ogni tanto, resoconti frettolosi delle rispettive vite in chat senz'anima e neanche un incontro che si possa definire tale. Sono passati due anni e posso dire di non conoscerti più. E' possibile? O, peggio ancora, è normale che sia così?
Colpo di spugna e via, ognuno per la sua strada senza più guardarsi in faccia. Ma perchè? Ci siamo amati, feriti e lasciati e tutte e tre le cose avevano le loro buone ragioni. Ma ignorarsi?! Perché?!
Mi ha fatto tremendamente male sentire che adesso usi con me la "voce per gli estranei". Hai sempre avuto questa vocazione d'attore: con gli amici stretti, la famiglia e i tuoi affetti più cari, usi la tua voce, per tutto il resto del mondo cambi tono, parole, e anche modo di parlare. Al telefono, qualche mese fa, hai usato quella voce per parlare con me. Non credevo fosse possibile, eppure l'hai fatto, a sigillare ulteriormente il sospetto che avevo già da tempo: mi hai archiviata, cancellata, come una storia lunga e complicata che appartiene al passato e che non ha più nulla a che vedere con te. Come una malattia che ti ha fatto penare per un po' ma che poi è passata.
Mi sono ingenuamente chiesta come diavolo fosse possibile, dopo tutto.
Ma è normale, è logico. Per me sei stato il primo amore, la mia prima storia. Tu invece avevi già cancellato anni, come adesso hai cancellato i nostri.
Ma in fondo non vuol dire niente, nessuna rabbia, nessun dolore, nessuna delusione, solo un sorriso impastato di amara tenerezza. Perché io per te non ho cambiato voce, e non la cambierò mai.
giovedì, 16 luglio 2009
Ho ancora in testa te.
Come Eloisa il suo Abelardo.
"...quelle voluttà d'amanti che provammo insieme... ovunque io mi volga sempre me le ritrovo dinnanzi."
E non certo fu storia d'amore la nostra. Così come la loro, credo io. Ma è proprio questo, forse, che rende tali storie indelebili nella memoria: il non trovarsi costretti dal turpiloquio dell'amore e dal suo egoistico arraffare tempo al tempo e ragione alla follia.
Quello che resta non può cadere nell'oblio che avvolge coloro che si sono amati, nessun velo di sdolcinata accondiscendenza né fasce d'odio a curare ferite e orgogli. Solo ricordi lucidi e a tuttotondo: colori, profumi, pensieri, sensazioni... tutto ordinato e nitido, immutabile, come inciso sulla pietra. Tranne il tempo che rimane sfocato, ribaltato in un eterno presente duro a morire. Presente che ti fa dire... Chissenefrega! Di tutto e di tutti. Chissenefrega!
Abbracciami ancora, baciami, dammi di nuovo quel calore, l'odore acre del sesso d'estate, quella morbidezza di pelle contro pelle, e il tuo sapore, il sapore della tu saliva e della tua lingua invadente! Ridammi la durezza delle tue mani decise che giocavano col mio corpo come una marionetta sinuosa ai tuoi soli comandi, pronta a prendere vita nella soddisfazione di un desiderio continuo... Ridammi i grffi, i morsi, i lividi e gli abbracci infiniti nella notte. Il sonno profondo affondato tra le tue braccia e le carezze ingenue e gli sguardi furtivi.
Ridammi tutto quello che siamo stati noi, senza bisogno d'amore, senza parole. Senza parole, così come siamo iniziati e finiti. Ridammi quella scarica di vita e dimmi ancor quanto sono Bella soltanto ripetendo il mio nome!
Sciogli i capelli, togli i vestiti e chiudi gli occhi... mi vedi? Sono già lì con te...
mercoledì, 08 luglio 2009
DeadDreamer @ 16:37
poetry
ascolta i bisbigli, non ti meravigli?!
commenti
Stupida ed inutile
creatura della notte
a forma di scimmia:
la faccia pitturata di verde
e l’aria seria
pronta a cadere a terra inerme
svelando l'Altrafaccia
di quel ghigno-sorriso
che non è mai troppo l’uno
senza essere anche l’altro
o altro
indefinito e indefinibile.
C’è della rabbia
in quelle chiavi di basso
che ti accarezzano sotto gli occhi
come un gesto d’inconsapevole dolcezza
nel momento del vuoto del mondo.
Potrebbe scoppiare una guerra domani.
O potrebbe apparire un’aurora
che ti accompagni danzando
fino al cuore della melodia.
Che mai vuoi saperne tu?!
Non sei una stupida
creatura della notte.
E la tua faccia da scimmia
non inganna nessuno.
Di quell’inconsapevole dolcezza
sei solo il buco nero
che la inghiotte
e la incrosta di domande perverse.
Che mai vuoi saperne tu?!
La tua faccia da scimmia
non inganna nessuno.
Nemmeno con una buona mano
di verde.
mercoledì, 08 luglio 2009
DeadDreamer @ 16:36
poetry
ascolta i bisbigli, non ti meravigli?!
commenti
Panni bagnati
stesi ad asciugare
in file ordinate di pensieri.
Idee non scritte
di vanità represse.
Pronto-chip-parla?
Io.
o qualcun altro.
che differenza fa?
Pronto-chip-parla?
Prova ad ascoltare…
ma i panni cadono
al solo sfiorare del vento
ed è di nuovo
linea senza vita.